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Guida| Come ottimizzare l’uso della RAM da parte dei browser

7 Feb

Notando nel task manager di windows, la memoria RAM consumata dai browser in esecuzione risulta essere elevata. Le conseguenze di avere un’ ingente parte di memoria occupata dai browser è innanzitutto il rallentamento dello stesso browser, ma in secondo luogo anche quello del sistema.

Vediamo come, adottando dei semplici accorgimenti è possibile ottimizzare l’uso della RAM da parte dei browser.

Un rimedio facile e veloce è innanzitutto l’installazione di questo programma gratis : Web Browse Optimizer, che permette, segnalando il proprio browser di diminuire l’uso della RAM.

Web Browse Optimizer

 

 

FIREFOX

Se possedete un browser Firefox, che risulta essere il browser che consuma più RAM in assoluto, con l’utilizzo di pochi semplici Addon potrete ottimizzare l’uso eccessivo di RAM:

  1. RAMBack.Dopo l’installazione, nel menu Strumenti di Firefox verrà aggiunto il pulsante Clear Caches

RAMBack

 

2.  Memory Restart. L’addon Memory Restart non fa altro che avvisare l’utente quando il consumo di RAM da parte di Firefox ha raggiunto la soglia limite, di default settata a 500 MB ma personalizzabile a proprio piacimento accedendo alle Opzioni dell’addon.

Il contatore di memoria verrà visualizzato in basso nella barra di stato di Firefox

Memory Restart

 

 

Guida| Come sapere se il vostro computer è vulnerabile ad attacchi remoti

1 Feb

Tramite l’UPnP (Universal Plug and Play) diversi terminali possono comunicare tra loro con un protocollo di rete. Recentemente è venuto fuori che molti di questi dispositivi sarebbero a rischio sicurezza a causa della vulnerabilità del protocollo UPnP.

 

Ciò non è un fatto positivo per il vostro computer, il quale potrebbe essere a rischio di attacchi remoti da parte di cyber-criminali  che potrebbero entrare nel vostro sistema e installare malware di vario genere.

Per far fronte a questa eventualità è stato rilasciato un software gratis : ScanNowUPnP con il quale previa scansione è possibile scoprire se la propria rete locale è eventualmente vulnerabile a livello Universal Plug and Play, dunque se si fa parte di quei milioni di utenti a rischio.

 

Dopo aver effettuato la scansione se nella voce Exploitable compare il numero zero vorrà dire che il vostro sistema è  sicuro, in caso contrario prendere in considerazione di disabilitare il protocollo di rete UPnP.

 

Per fare ciò, per quanto riguarda Windows, esiste un programma : UnPlug n’ Pray

 

 

basterà cliccare su Enable o Disable UPnP per abilitare o disabilitare il protocollo UPnP.

 

Root: 10 buoni motivi per ottenere i privilegi di amministratore su Android

28 Gen

 

 

La parola Root appare in continuazione su siti, blog e community che parlano di Android e se in moltissimi sanno di cosa si tratta, molti altri utenti non ne conoscono i vantaggi o gli svantaggi. Per chi fosse spaventato dalla parola Root, di seguito vi elenchiamo 10 buoni motivi per desiderare i permessi di Root sul proprio dispositivi Android. Prima di iniziare però facciamo un preambolo su cosa sono questi privilegi di amministratore.

L’utente root  è l’utente che dispone del massimo controllo sul sistema. Il Root non è un’applicazione o un programma ma è un permesso che si può ottenere per avere il controllo totale sul sistema con la massima libertà di modificare, installare, personalizzare e gestire file, applicazioni e funzionalità altrimenti non disponibili su Android (e non solo). Root non è una parola che è stata inventata da Android ma esiste da sempre, o almeno da quando esistono sistemi unix e letteralmente vuol dire Radice.

Su Android i permessi di Root vengono gestiti attraverso applicazioni specifiche come Super User che permettono di controllare i programmi che hanno ottenuto questi privilegi, gestirli, negargli l’accesso da amministratore e altre opzioni. In generale su Android avere i permessi di Root e un’applicazione installata per gestirli sono due cose che vengono ottenute e installate simulataneamente nel momento in cui eseguiamo il root.


Detto questo, vediamo come il Root può essere Utile.

  1. Per prima cosa i permessi di Root sono facili da ottenere. Dipende ovviamente dal telefono ma in generale se avete un device di successo e recente ottenere i privilegi di amministratore non è difficile. Rispetto a due anni fa i sistemi sono migliorati tantissimo e in rete si trovano veri e propri tool per permettono di modificare in maniera immediata il vostro device e ottenere anche i permessi di Root. Si chiamano Tool Kit e sono disponibili per vari smartphone. In alternativa ci sono programmi, guide e suggerimenti che difficilmente richiedono un’esperienza che vada oltre quella del normale uso del PC.
  2. Il Root permette di gestire i programmi installati in maniera completa. Grazie ai permessi di root e applicazioni specifiche, è possibile gestire i programmi preinstallati sul vostro smartphone. Se il vostro telefono ha una personalizzazione sviluppata dal produttore, con il Root potreste eliminare programmi già installati ma che non ritenete necessari. Potrete spostarli, nasconderli o ancora salvarli in modo da aumentare la memoria di sistema o, in alcuni casi, velocizzare lo smartphone.
  3. Il Root permette di effettuare Backup completi. Forse uno dei motivi principali per il quale gli utenti effettuano il Root è proprio quello del salvataggio dei dati. Applicazioni come Titanium Backup sono vere e proprie pietre miliari che permettono di effettuare immagini complete del telefono da ripristinare in qualsiasi momento. E’ possibile salvare file di installazione, dati di applicazioni e ripristinare solo alcuni elementi.
  4. Il Root vi permette di effettuare Modifiche estetiche e non al vostro smartphone. Altra caratteristica utilizzatissima è quella di modificare alcuni aspetti estetici del vostro smartphone. Con i permessi di Root è infatti possibile intervenire sulla cartella di sistema, modificare i file presenti, entrare nel framework e sostituire alcuni elementi. Parole che potrebbero farvi paura ma le guide che trovare in rete sono dettagliate e sostituire un file è più facile di quanto sembri (è facile comunque anche sbagliare).
  5. Il Root vi permette di cambiare la Pixel Density del vostro device. Pratica ormai molto diffusa su smartphone di ultima generazione, si tratta di un piccolo tweak che vi permetterà di avere un’area maggiore di lavoro a parità di risoluzione. Cambiando il valore (generalmente 320) presente nel file build.prop e inserendone uno compreso tra 161 e 319, potrete ottenere un’aumento della grandezza delle schermate che saranno si più piccole e meno facili da leggere e cliccare ma al tempo stesso conterranno più elementi in una sola pagina. Su distribuzioni recenti di Android cambiando il valore può cambiare anche la Ui di sistema e con un valore inferiore o uguale a 160 avrete la schermata Tablet mentre con  213 avrete la UI del Nexus 7. Valori superiori lasciano la UI smartphone diminuendo la grandezza delle schermate e aumentando il numero di elementi che possono essere inseriti in una sola schermata.

Cosa posso fare con il Root e applicazioni/modifiche?

Dopo i primi 5 punti generici che permettono di avere una serie di funzionalità con semplici applicazioni o modifiche di sistema, vediamo altri 5 motivi che spingono gli utenti ad ottenere il Root che però necessitano anche di altre azioni o interventi da parte dell’utilizzatore.

  1. Con il Root e un Kernel apposito posso migliorare le prestazioni di Android. Il Root, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non permette in nessun modo di migliorare realmente le prestazioni di uno smartphone. Come abbiamo visto, unito ad alcune applicazioni, permette di alleggerire, modificare ed ottimizzare meglio lo smartphone ma non aumenta le prestazioni hardware del device. Se però al Root uniamo un Kernel modificato, ovvero un insieme di file di controllo di alcune parti hardware del telefono, è possibile intervenire sul clock del processore e sul modo in cui questo si attiva. Il discorso è ampio e varia da smartphone a smartphone da personalizzazione a personalizzazione. In generale comunque associando Root, Kernel personalizzato e programmi come SetCPU o simili, è possibile overcloccare il telefono, gestire i core che lo muovono, intervenire su “Governator” della CPU e dunque realmente andare a migliorare le prestazioni hardware del vostro dispositivo.
  2. Con il Root e alcune modifiche posso installare Rom modificate. Il root da solo non serve ad installare rom modificare e con i soli permessi di root è impossibile cambiare ROM. Il termine Root è però spesso accompagnato dai nomi Recovery e ROM Manager e questi elementi insieme possono realmente cambiare volto al vostro device. Rom Manager è un programma fondamentale per personalizzare a fondo il vostro device e permette di installare una recovery modificata. Funziona solo se avete il Root (dunque per questo spesso si trovano menzionati insieme) e offre un’ampissima compatibilità con i telefoni Android. Non tutti sono supportati ufficialmente ma dispositivi di successo facilmente li troverete. In un click potrete quindi installare una Recovery per poi flashare una ROM. Solo tramite Recovery personalizzata infatti è possibile installare un’aggiornamento sviluppato dalla comunità e non dal produttore. Rom Manager non è però l’unico modo per installare una recovery ma ci sono vari sistemi a seconda del telefono che avete. Guide e tutorial sono molto diffusi online, nel nostro Forum e su XDA.
  3. Con il Root è possibile installare applicazioni particolari o avere maggiori funzionalità da un’app. Non è raro imbattersi in applicazioni che per essere installate richiedono i permessi di Root. Ci sono veramente tantissimi esempi e in generale questi programmi permettono di avere qualche caratteristica particolare altrimenti non possibile. Un esempio sono i controlli PIE che vi abbiamo mostrato in video recentemente, ma anche applicazioni normali come launcher e simili possono avere delle qualità in più se avete i permessi di Root sul vostro smartphone.
  4. Il Root mi permette di espandere i metodi di controllo del mio device. Sempre associato ad applicazioni e programmi specifici, con i permessi di Root è possibile avere un controllo spesso migliore e più completo degli strumenti di input associabili al dispositivo. Pad esterni, tastiere, mouse, programmi di controllo remoto e strumenti di gestione da terminale spesso trovano un potente alleato se abbiamo i permessi di amministratore e funzionalità altrimenti non disponibili.
  5. Il Root permette di rendere il vostro telefono uguale alla concorrenza. La liberà di muovere, spostare, modificare e intervenire sui file di sistema descritta nella prima parte vi permetterà di scaricare una serie di programmi che, necessitando dei privilegi di admin, vi permetteranno di installare personalizzazioni sviluppate da altri produttori sul vostro device. Un Samsung potrà sembrare un Sony, un HTC sembrerà un Motorola e magari un LG potrà diventare un Nexus con un po’ di pazienza e buona volontà.

  • In ultima analisi aggiungiamo un 11° punto: il Root è reversibile ed è possibile eliminarlo in qualsiasi momento e in vari modi. A seconda del telefono potrete aggiornare con un firmware ufficiale, utilizzare tool appositi, ripristinare il device tramite i famosi Tool Kit o ancora agire tramite applicazioni per disabilitare momentaneamente i privilegi di amministratore.

Come abbiamo visto di buoni motivi per ottenere i permessi di root ce ne sono tantissimi e li abbiamo cercati di sintetizzare in questi 10 macro punti. Ovviamente ci sono altre sfaccettature nell’essere amministratore e se guardiamo al mondo degli sviluppatori tutto può assumere una connotazione diversa è indispensabile per poter creare, sviluppare e programmare su Android.

Root vuol dire comunque libertà massima, possibilità infinite e pochi limiti se non quelli della vostra bravura ed esperienza. Come sempre comunque c’è il rovescio della medaglia e prossimamente vi daremo tanti buoni motivi per non effettuare il Root!

 

Fonte: http://android.hdblog.it/2013/01/28/che-cosa-e-root-guida-root-android-perche-effettuarlo/

Programmazione Android

28 Gen

android

 

Per coloro che sono interessati a programmare per Android ecco una favolosa guida facilmente scaricabile e dei sorgenti da cui poter partire per programmare.

Il link da dove è possibile scaricare la guida è  questo.

Guida | Root in un click anche per Padfone 2!

22 Gen

 

Asus Padfone 2 è l’ultimo dispositivo lanciato dal produttore in Italia in grado di offrire ottime caratteristiche e un hardware decisamente attuale e potente. I possessori di questa soluzione potrebbero essere interessati ad ottenere i permessi di Root per modificare, gestire o installare applicazioni e modifiche particolari. Fortunatamente la procedura è molto semplice e oggi vi suggeriamo il root in un click per Padfone2.

File Necessari:
  • Superboot r1 – DOWNLOAD
  • Programma sblocco Root ufficiale Asus – DOWNLOAD (selezionate Android, scegliete utilities e scaricate il file zip che contiene l’APK ufficiale Asus)
Guida:
  • Installate l’apk Asus per sbloccare il boot loader se non lo avete già fatto in precedenza con altre procedure
  • Scaricate il file zip Superboot sopra ed estrarre in una directory del PC
  • Mettete il tuo dispositivo in modalità bootloader
    • Spegnete il telefono quindi accendetelo tenendo premuto il pulsante ‘volume su’ e Power
  • Procedura:
    • WINDOWS – doppio click ‘install-Superboot-windows.bat’
    • MAC – Aprite una finestra del terminale nella cartella dove è contenuto il file scaricato e scrivete:
      • ‘chmod +x superboot-mac.sh’ followed by ‘./install-superboot-mac.sh’
    • LINUX – Aprite una finestra del terminale nella cartella dove è contenuto il file scaricato e scrivete:
      • ‘chmod +x superboot-linux.sh’ followed by ‘./install-superboot-linux.sh’

fonte: http://android.hdblog.it/2013/01/21/guida-root-in-un-click-anche-per-padfone-2/root

Nexus 4: come trasformarlo in Ubuntu Phone | Guide Nexus 4

20 Gen

nexus-4-ubuntu-phone

Ad Armando Ferreira si deve una interessantissima personalizzazione di Lg Nexus 4 tale da renderlo abbastanza somigliante al nuovo OS presentato da Canonical, cioè Ubuntu for Phone. Questa personalizzazione è basata su una combinazione di widget e temi che praticamente per la maggior parte dell’aspetto, rende il terminale quasi identico al Galaxy Nexus con Ubuntu for Phone. Armando ci propone un video dimostrativo della sua personalizzazione

Queste modifiche sono comunque interessanti, andando a confermare sempre di più quanto la personalizzazione su Android sia possibile e come, in questo caso magari no, a volte sia estremamente facile rendere unico il nostro terminale. In questo caso le modifiche sono abbastanza complesse, richiedendo l’installazione prima di tutto della ClockworkMod Recovery e successivamente tutti i pacchetti per la personalizzazione completa del terminale sono da installare tramite la recovery di cui prima, a meno di uno: ci verrà chiesto di installarlo tramite sideload. Per convincervi eventualmente che la modifica vale almeno la pena di essere provata, ecco qui il video di cui prima

Le operazioni sono tutte riassumibili in una semplice lista di file da scaricare ed installare nella stessa sequenza in cui ci vengono riportati. Se vogliamo eseguire tale procedura, troviamo il tutto sul nostro forum al seguente topic:

[GUIDA] Rendere Nexus 4 come Ubuntu

L’operazione descritta nella guida è praticamente unica, ossia lo scaricare i singoli file, metterli nella memoria interna del terminale e flasharli uno ad uno in sequenza esatta. Successivamente andrà flashato anche il file di ripristino che recupererà tutte le impostazioni dei temi per farlo apparire come Ubuntu su Galaxy Nexus.

Tuttavia, come sempre in questi casi e vista la necessità di avere la recovery modificata per l’installazione della personalizzazione, vi raccomandiamo di eseguire quanto riportato nella guida solo e soltanto se sapete quello che state facendo, conoscete i mezzi per farlo o eventualmente sapete come tornare indietro o uscire da situazioni critiche.

Comunque se siete fra i fortunati possessori di Nexus 4 ed avete la voglia di mettervi a modificarlo vi ritroverete con un Ubuntu Phone, almeno per quanto riguarda l’aspetto!

 

 

 

Fonte: http://www.tuttoandroid.net/android/nexus-4-come-trasformarlo-in-ubuntu-phone-guide-nexus-4-88751/