Root: 10 buoni motivi per ottenere i privilegi di amministratore su Android

28 Gen

 

 

La parola Root appare in continuazione su siti, blog e community che parlano di Android e se in moltissimi sanno di cosa si tratta, molti altri utenti non ne conoscono i vantaggi o gli svantaggi. Per chi fosse spaventato dalla parola Root, di seguito vi elenchiamo 10 buoni motivi per desiderare i permessi di Root sul proprio dispositivi Android. Prima di iniziare però facciamo un preambolo su cosa sono questi privilegi di amministratore.

L’utente root  è l’utente che dispone del massimo controllo sul sistema. Il Root non è un’applicazione o un programma ma è un permesso che si può ottenere per avere il controllo totale sul sistema con la massima libertà di modificare, installare, personalizzare e gestire file, applicazioni e funzionalità altrimenti non disponibili su Android (e non solo). Root non è una parola che è stata inventata da Android ma esiste da sempre, o almeno da quando esistono sistemi unix e letteralmente vuol dire Radice.

Su Android i permessi di Root vengono gestiti attraverso applicazioni specifiche come Super User che permettono di controllare i programmi che hanno ottenuto questi privilegi, gestirli, negargli l’accesso da amministratore e altre opzioni. In generale su Android avere i permessi di Root e un’applicazione installata per gestirli sono due cose che vengono ottenute e installate simulataneamente nel momento in cui eseguiamo il root.


Detto questo, vediamo come il Root può essere Utile.

  1. Per prima cosa i permessi di Root sono facili da ottenere. Dipende ovviamente dal telefono ma in generale se avete un device di successo e recente ottenere i privilegi di amministratore non è difficile. Rispetto a due anni fa i sistemi sono migliorati tantissimo e in rete si trovano veri e propri tool per permettono di modificare in maniera immediata il vostro device e ottenere anche i permessi di Root. Si chiamano Tool Kit e sono disponibili per vari smartphone. In alternativa ci sono programmi, guide e suggerimenti che difficilmente richiedono un’esperienza che vada oltre quella del normale uso del PC.
  2. Il Root permette di gestire i programmi installati in maniera completa. Grazie ai permessi di root e applicazioni specifiche, è possibile gestire i programmi preinstallati sul vostro smartphone. Se il vostro telefono ha una personalizzazione sviluppata dal produttore, con il Root potreste eliminare programmi già installati ma che non ritenete necessari. Potrete spostarli, nasconderli o ancora salvarli in modo da aumentare la memoria di sistema o, in alcuni casi, velocizzare lo smartphone.
  3. Il Root permette di effettuare Backup completi. Forse uno dei motivi principali per il quale gli utenti effettuano il Root è proprio quello del salvataggio dei dati. Applicazioni come Titanium Backup sono vere e proprie pietre miliari che permettono di effettuare immagini complete del telefono da ripristinare in qualsiasi momento. E’ possibile salvare file di installazione, dati di applicazioni e ripristinare solo alcuni elementi.
  4. Il Root vi permette di effettuare Modifiche estetiche e non al vostro smartphone. Altra caratteristica utilizzatissima è quella di modificare alcuni aspetti estetici del vostro smartphone. Con i permessi di Root è infatti possibile intervenire sulla cartella di sistema, modificare i file presenti, entrare nel framework e sostituire alcuni elementi. Parole che potrebbero farvi paura ma le guide che trovare in rete sono dettagliate e sostituire un file è più facile di quanto sembri (è facile comunque anche sbagliare).
  5. Il Root vi permette di cambiare la Pixel Density del vostro device. Pratica ormai molto diffusa su smartphone di ultima generazione, si tratta di un piccolo tweak che vi permetterà di avere un’area maggiore di lavoro a parità di risoluzione. Cambiando il valore (generalmente 320) presente nel file build.prop e inserendone uno compreso tra 161 e 319, potrete ottenere un’aumento della grandezza delle schermate che saranno si più piccole e meno facili da leggere e cliccare ma al tempo stesso conterranno più elementi in una sola pagina. Su distribuzioni recenti di Android cambiando il valore può cambiare anche la Ui di sistema e con un valore inferiore o uguale a 160 avrete la schermata Tablet mentre con  213 avrete la UI del Nexus 7. Valori superiori lasciano la UI smartphone diminuendo la grandezza delle schermate e aumentando il numero di elementi che possono essere inseriti in una sola schermata.

Cosa posso fare con il Root e applicazioni/modifiche?

Dopo i primi 5 punti generici che permettono di avere una serie di funzionalità con semplici applicazioni o modifiche di sistema, vediamo altri 5 motivi che spingono gli utenti ad ottenere il Root che però necessitano anche di altre azioni o interventi da parte dell’utilizzatore.

  1. Con il Root e un Kernel apposito posso migliorare le prestazioni di Android. Il Root, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non permette in nessun modo di migliorare realmente le prestazioni di uno smartphone. Come abbiamo visto, unito ad alcune applicazioni, permette di alleggerire, modificare ed ottimizzare meglio lo smartphone ma non aumenta le prestazioni hardware del device. Se però al Root uniamo un Kernel modificato, ovvero un insieme di file di controllo di alcune parti hardware del telefono, è possibile intervenire sul clock del processore e sul modo in cui questo si attiva. Il discorso è ampio e varia da smartphone a smartphone da personalizzazione a personalizzazione. In generale comunque associando Root, Kernel personalizzato e programmi come SetCPU o simili, è possibile overcloccare il telefono, gestire i core che lo muovono, intervenire su “Governator” della CPU e dunque realmente andare a migliorare le prestazioni hardware del vostro dispositivo.
  2. Con il Root e alcune modifiche posso installare Rom modificate. Il root da solo non serve ad installare rom modificare e con i soli permessi di root è impossibile cambiare ROM. Il termine Root è però spesso accompagnato dai nomi Recovery e ROM Manager e questi elementi insieme possono realmente cambiare volto al vostro device. Rom Manager è un programma fondamentale per personalizzare a fondo il vostro device e permette di installare una recovery modificata. Funziona solo se avete il Root (dunque per questo spesso si trovano menzionati insieme) e offre un’ampissima compatibilità con i telefoni Android. Non tutti sono supportati ufficialmente ma dispositivi di successo facilmente li troverete. In un click potrete quindi installare una Recovery per poi flashare una ROM. Solo tramite Recovery personalizzata infatti è possibile installare un’aggiornamento sviluppato dalla comunità e non dal produttore. Rom Manager non è però l’unico modo per installare una recovery ma ci sono vari sistemi a seconda del telefono che avete. Guide e tutorial sono molto diffusi online, nel nostro Forum e su XDA.
  3. Con il Root è possibile installare applicazioni particolari o avere maggiori funzionalità da un’app. Non è raro imbattersi in applicazioni che per essere installate richiedono i permessi di Root. Ci sono veramente tantissimi esempi e in generale questi programmi permettono di avere qualche caratteristica particolare altrimenti non possibile. Un esempio sono i controlli PIE che vi abbiamo mostrato in video recentemente, ma anche applicazioni normali come launcher e simili possono avere delle qualità in più se avete i permessi di Root sul vostro smartphone.
  4. Il Root mi permette di espandere i metodi di controllo del mio device. Sempre associato ad applicazioni e programmi specifici, con i permessi di Root è possibile avere un controllo spesso migliore e più completo degli strumenti di input associabili al dispositivo. Pad esterni, tastiere, mouse, programmi di controllo remoto e strumenti di gestione da terminale spesso trovano un potente alleato se abbiamo i permessi di amministratore e funzionalità altrimenti non disponibili.
  5. Il Root permette di rendere il vostro telefono uguale alla concorrenza. La liberà di muovere, spostare, modificare e intervenire sui file di sistema descritta nella prima parte vi permetterà di scaricare una serie di programmi che, necessitando dei privilegi di admin, vi permetteranno di installare personalizzazioni sviluppate da altri produttori sul vostro device. Un Samsung potrà sembrare un Sony, un HTC sembrerà un Motorola e magari un LG potrà diventare un Nexus con un po’ di pazienza e buona volontà.

  • In ultima analisi aggiungiamo un 11° punto: il Root è reversibile ed è possibile eliminarlo in qualsiasi momento e in vari modi. A seconda del telefono potrete aggiornare con un firmware ufficiale, utilizzare tool appositi, ripristinare il device tramite i famosi Tool Kit o ancora agire tramite applicazioni per disabilitare momentaneamente i privilegi di amministratore.

Come abbiamo visto di buoni motivi per ottenere i permessi di root ce ne sono tantissimi e li abbiamo cercati di sintetizzare in questi 10 macro punti. Ovviamente ci sono altre sfaccettature nell’essere amministratore e se guardiamo al mondo degli sviluppatori tutto può assumere una connotazione diversa è indispensabile per poter creare, sviluppare e programmare su Android.

Root vuol dire comunque libertà massima, possibilità infinite e pochi limiti se non quelli della vostra bravura ed esperienza. Come sempre comunque c’è il rovescio della medaglia e prossimamente vi daremo tanti buoni motivi per non effettuare il Root!

 

Fonte: http://android.hdblog.it/2013/01/28/che-cosa-e-root-guida-root-android-perche-effettuarlo/

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